Gli ingredieti che ci avvelenano sono nell’etichetta.

Sono ancora lontano dall’intraprendere una vera svolta aliementare, ma molto vicino ad un percorso di consapevolezza alimentare. Ho infatti deciso nel fare la spesa, di leggere e capire gli ingredienti dei principali aliementi che affollano la mia tavola.  E’ vero:  un’ alimentazione scorretta e malattie del benessere sono strettamente correlate, e possiamo addirittura trasmetterle ai nostri eredi.

Eppure basterebbe poco per passare ad abitudini alimentari realmente corrette, ovvero basterebbe eliminare cinque ingredienti raffinati d’uso comune già indicati da universali studi medici come causa di danni alla salute:

1) Zucchero bianco

2) Farina 00

3) Sale

4) Olio di palma ( avolte indicato coem olio vegetale)

5) Grassi idrogenati

Le alternative sono tante ma il punto della mia riflessione non è questo.Voglio semplicemte invitare a chi compra cibo a leggere le etichette ed evitare tali ingredienti, i prodotti al supermercato sono tanti e non tutti sono necessariamente ricchi dei suddetti ingredienti.Vuoi una merendina?  trova quella prova di olio di palma, vuoi un succo od una vitamina ? evita quelle con aspartane o sucralosio (dolcificanti).

Per chi fosse invece avanti in queto percorso di purifazione allora la scelta del biologico è quasi obbligata. Di recente ho provato una marmellata biologica, commercializzata da PerfettiBiologici.it assolutamente priva di zucchero raffinato. Nel bio è infatti doveroso utilizzare esclusivamente zucchero di canna grezzo bio ( e certificato). Fra l’altro il prodotto in questione indica una percentuale di frutta (67gr per 100gr.) da far impallidire altre marmelalte tanto blasonate come ad esempio la zueg che mostra in etichetta di solo 30gr. di frutta per ogni 100gr. di prodotto.

Ad ogni modo che siate pronti o meno ad una scelta più consapevole il mio consiglio è quello di inziare semplicemente a leggere le etichette: noi siamo anche quello che mangiamo!

Dal 20 al 22 giugno Rio de Janeiro ospiterà La Conferenza Onu sullo Sviluppo Sostenibile

Dal 20 al 22 giugnoavrà luogo la Conferenza RIO+20 a Rio de Janeiro, in Brasile. Il tema di quest’anno è Green Economy e Governance per lo sviluppo sostenibile. RIO+ 20 è il nome informale per indicare la Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile. Quest’anno è il 20° anniversario della Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo che si tenne nel 1992 sempre a Rio de Janeiro, e il 10° anniversario del Vertice Mondiale del 2002 sullo Sviluppo Sostenibile tenutosi a Johannesburg, in Sud Africa.

Così che cosa dovrebbe accadere a RIO +20? Il sito ufficiale afferma che “In occasione della Conferenza Rio +20, i leader mondiali, insieme a migliaia di partecipanti provenienti da tutti i governi, il settore privato, le ONG e altri gruppi, si riuniranno per definire come si possa ridurre la povertà e garantire la tutela dell’ambiente su un pianeta sempre più affollato per arrivare al futuro che vogliamo. “

Una novità dell’esperienza RIO+20 è la Conferenza dei Giovani per RIO +20 (chiamata anche YOUTH BLAST), iniziata il 7 giugno e che è andata avanti fino al 12 giugno. Il 7 ed 8 Giugno hanno preso parte all’evento i giovani brasiliani, dal 10 al 12 giugno l’evento ha accolto i giovani provenienti da tutto il resto del mondo. L’obiettivo della sezione internazionale della YOUTH BLAST è di rendere strategico l’impegno dei giovani con le altre parti del processo di preparazione e la conferenza stessa. Si sono tenuti workshop su temi quali capacity building, introduzione alla politica e consultazioni sui punti principali dei temi che verrano affrontati durante la Conferenza vera e propria.

Rio+20 deve puntare su uno sviluppo sostenibile che includa i diritti umani.

In un comunicato congiunto rivolto ai Ministri dell’Ambiente e degli Affari Esteri riuniti a Rio, Amnesty International e Human Rights Watch hanno affermato che i leader mondiali hanno l’occasione irripetibile di creare un legame significativo tra lo sviluppo sostenibile ed i diritti umani. Capi di Stato, funzionari governativi, e altri attori non governativi si riuniranno dal 20 al 22 giugno 2012 a Rio de Janeiro per la Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile (+20). Lo scopo è fare il punto dei progressi compiuti 20 anni dopo rispetto agli impegni assunti nel 1992 alla Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo dalla quale scaturirono la Dichiarazione di Rio, contentente i Principi di Rio, e l’Agenda 21, un piano per attivare azioni a livello mondiale, nazionale, e locale su una vasta gamma di questioni relative alla tutela ambientale e allo sviluppo.

Ma in questo ventennio solo pochi paesi hanno seguito i Principi di Rio e il progresso nel campo della protezione ambientale è stato limitato. “I leader mondiali a Rio dovrebbero garantire che lo sviluppo sostenibile si fondi sui diritti umani”, ha detto Jan Egeland, vice direttore esecutivo di Human Rights Watch.  “È incoraggiante che la nuova bozza per il documento finale faccia esplicito riferimento ai diritti umani, ma non è sufficiente a garantire che tali diritti siano effettivamente tutelati.”

Iniziative di sviluppo economico che non integrano obblighi e principi relativi ai diritti umani possono rendere più profonda emarginazione,  discriminazione e ingiustizia. Infatti, Amnesty International e Human Rights Watch hanno documentato violazioni dei diritti umani avvenute nel contesto dei progetti infrastrutturali perseguiti in nome dello sviluppo, il funzionamento delle industrie estrattive che hanno spinto le popolazioni indigene fuori dalle loro terre d’origine, e le politiche di sviluppo che hanno portato a sgomberi forzati delle persone più povere.

Gli organi di monitoraggio dei diritti umani e i tribunali internazionali, regionali e nazionali sono sempre più consapevoli di come i danni ambientali possano costituire una causa nelle violazioni dei diritti umani e hanno fermamente stabilito la responsabilità dello Stato in materia di protezione dell’ambiente. Human Rights Watch ha documentato violazioni dei diritti alla salute nei confronti dei gruppi più vulnerabili, compresi i bambini, quando sono stati esposti a sostanze chimiche tossiche nel contesto delle attività di estrazione, della produzione industriale  e dell’agricoltura.

Lo sviluppo sostenibile deve anche riconoscere il rapporto tra sostenibilità ambientale e diritti umani come indivisibile senza sacrifiare il rispetto dei secondi in nome di una maggiore espansione economica.

L’UNEP lancia un database per rafforzare i progetti di sviluppo sostenibile

Le Nazioni Unite hanno lanciato qualche giorno fa un nuovo database on-line per rafforzare le partnership tra i progetti di sviluppo sostenibile nei paesi in via di sviluppo e permettere alle comunità di gestire meglio le proprie risorse naturali e l’ambiente locale.

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Il Festival dell’Economia Ecologica giunge alla terza edizione

“Quanto Basta”, il Festival dell’Economia Ecologica, dopo il successo delle prime due edizioni svoltesi rispettivamente nel 2010 e nel 2011, approderà a Piombino dove da martedì 5 a sabato 9 giugno si svolgerà la sua terza edizione. L’evento, realizzato da Sicrea e promosso da Regione Toscana, Provincia di Livorno e Comune di Piombino con il contributo della Camera di Commercio di Livorno, si suddividerà in cinque giorni di dibattiti, confronti e ospiti internazionali per riflettere sui cambiamenti, sulle prospettive e sullo stato di salute dell’universo sostenibile nel nostro Paese e su molteplici temi che riguardano sempre più direttamente  cittadini ed istituzioni.

La filosofia di fondo di “Quanto Basta” si poggia su concetti quali Economia della conoscenza, Economia ecologica, Innovazione ecologica. L’idea principale è quella della costruzione di unaresponsabilità declinata attraverso le forme della sobrietà, della vivibilità, della qualità della vita, del rispetto. I diritti di cittadinanza ed in particolare il diritto ad una vita qualitativamente migliore  sono determinati dal “sapere” e da un rilancio di una economia della conoscenza senza la quale non vi può essere nessuna innovazione ecologica e nessuna tutela del nostro ambiente.”

Questa terza edizione si occuperà soprattutto di discutere di economia e sostenibilità del territorio, di comunicazione e sviluppo sostenibile lasciando spazio tanto per ascoltare grandi personalità, quali Salvatore Settis, Nadia Urbinati e Marc Augè, quanto ad iniziative per i bambini e a progetti su misura di giovani ricercatori.

Come hanno commentato la vicepresidente della Regione Toscana, Stella Targetti e il presidente di Legambiente Toscana, Fausto Ferruzza: “Economia e ambiente: mai l’uno senza l’altro, mai l’uno contro l’altro, perché l’economia puo’ essere sostenibile mentre con l’ecologia si puo’ creare reddito in una dimensione di giustizia sociale, anche come dono alle generazioni future, a chi verrà dopo di noi, al loro diritto di vivere in un mondo ancora umano”, perché “E’ proprio in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo che vanno affinate le misure per declinare lo sviluppo sostenibile e l’economia ecologica”.

Voler bene all’Italia 2012

Il prossimo 3 giugno torna “Voler bene all’Italia”, l’iniziativa organizzata da Legambiente insieme a un vasto comitato promotore che tiene insieme oltre 50 sigle di realtà territoriali, che è volta a celebrare i piccoli comuni italiani e che dal 2011 ha ricevuto anche l’Adesione del Presidente della Repubblica .

Lo scopo di questa festa è celebrare i migliaia di piccoli borghi sparsi lungo tutta la Penisola, riconoscere l’importanza di valorizzare e celebrare le risorse dei nostri borghi, i tesori e i talenti nascosti, insieme alla loro capacità d’innovazione e di sviluppo. I piccoli comuni – roccaforti d’identità e saperi, nonché custodi del nostro patrimonio storico-artistico, naturale ed enogastronomico - sono infatti sempre più spesso anche i luoghi di sperimentazione delle buone pratiche più innovative in fatto di energia, economia verde e riciclo dei rifiuti.

Durante la conferenza stampa che il 28 Magggio a Roms ha presentato l’niziativa, ormai giunta alla nona edizione, Legambiente e Anci hanno  lanciato un appello – cui hanno già aderito oltre 1000 piccoli comuni – al presidente del Consiglio Mario Monti chiedendo di aprire un confronto per evitare gli effetti più deleteri della manovra varata nell’estate del 2011. Questa prevede una riorganizzazione delle entità comunali in base ad astratti criteri numerici, slegati da qualunque riferimento alle caratteristiche territoriali ed alle esperienze già acquisite. Senza il presidio territoriale garantito da queste comunità la nostra Penisola sarebbe meno sicura, il patrimonio storico artistico più a rischio, il Paese meno coeso e ricco di identità e memoria storica, la nostra democrazia più debole.

Domenica 3 giugno sarà quindi un’occasione di festa ma anche di riflessione sul futuro dei piccoli borghi. Più di mille municipi organizzeranno festeggiamenti di piazza e spalancheranno le loro porte ai visitatori per far comprendere il valore e la forza delle piccole comunità locali. Allo stesso tempoperò, si accenderanno i riflettori, oltre che sui punti di forza anche sulla vulnerabilità del territorio italiano. Il dissesto idrogeologico resta, infatti, una problematica grave che, anche alla luce delle drammatiche alluvioni che hanno colpito di recente la Liguria e la Toscana (ottobre 2011, Lunigiana, Val di Vara e Cinque terre) e prima ancora la Sicilia (Giampilieri ottobre 2009, e messinese novembre 2011), si conferma un’urgente priorità.

Per conoscere tutti gli appuntamenti di Voler bene all’Italia vai su: www.piccolagrandeitalia.it o su www.legambiente.it

Per aderire all’appello dei Piccoli comuni italiani per la coesione e il futuro del Paese: www.piccolagrandeitalia.it

[Fonte:Legambiente.it]

Il Ministero dell’Ambiente promuove il primo Green Camping

Il Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, lancia il primo Greening Camp che si svolgerà a Roma il prossimo 31 Maggio. Il progetto ha lo scopo di delineare “una frontiera verde oltre la crisi” perchè all’Italia serve maggiore consapevolezza e capacità di individuare un percorso di cambiamento e di sviluppo improntato sulla green economy. Per uscire da una situazione complessa e difficile, non solo da un punto di vista economico ma anche e soprattutto da quello sociale ed ecologico, è necessario puntare su sfide nuove e che siano a costo zero, tanto per i giovani quanto per le generazioni a venire.

Il camp, organizzato dal Ministero dell’Ambiente, ha infatti proprio lo scopo di orientare verso questa nuova direzione creando le condizioni favorevoli per far emergere idee, progetti e risorse umane che possano determinare l’affermazione di un primato italiano nell’ambito di un settore economico che contribuirà in modo decisivo alla crescita del nostro Paese e dell’Europa.

L’iniziativa vuole mettere a disposizione di tutti coloro i quali vogliono scommettere sulla green economy – dalla classe dirigente, alle imprese leader e agli operatori di settore, fino giovani laureandi e neo laureati che dovrebbero dare la spinta propulsiva – un luogo ed uno spazio innovativo in cui mettere a confronto le esperienze maturate in grado di generare valore aggiunto e le idee che si ritengono possano contenere maggiore quantità di futuro.

Per creare un network e facilitare il dialogo tra istituzioni, imprese, investitori e l’istruzione, le migliori università italiane sono state coinvolte nel Greening Camp col fine di cercare le migliori risorse tra i giovani interessati al tema dell’ambiente e dell’economia sostenibile.

Le aree tematiche legate ad ambiente, sviluppo e sostenibilità su cui ci si focalizzerà sono ben 9, le cosidette Green Zone che comprendono: Gestione Integrata del Ciclo dei Rifiuti, Efficienza energetica in tutti i settori, Materiali e Innovazione dell’edilizia, Protezione del territorio e tutela del paesaggio, Fiscalità ambientale, Gestione integrata del Ciclo delle Acque, Energie alternative, Biotecnologie, Mobilità urbana sostenibile.

Festa Oasi WWF 2012

In tutta Italia sono oltre 100 le Oasi WWF, luoghi di straordinaria bellezza nati per difendere la biodiversità: un patrimonio unico di colori, profumi e suoni della natura.
Le Oasi WWF sono la risposta alla distruzione e al degrado degli habitat nel nostro Paese. Sono esempi di come sia possibile agire concretamente per custodire ed aumentare la biodiversità. Boschi, tratti di costa, fiumi, laghi, montagne dove la natura è viva e protetta: più di 100 luoghi straordinari dove specie animali e vegetali hanno trovato rifugio, salvandosi dall’estinzione.

Da più di 40 anni il WWF si occupa di aree protette e gestisce direttamente oltre 100 Oasi in Italia, per un totale di circa 30.000 ettari. Numerosi i progetti e le attività svolte al livellonazionale e locale: con i suoi programmi di educazione, di monitoraggio del territorio, di tutela legale e turismo responsabile, di ricerca. Le Oasi rappresentano il miglior modello di sistema integrato di gestione di aree protette in Italia e rappresentano il più grande progetto di conservazione della biodiversità del WWF Italia.

Ogni anno più di 500.000 persone visitano le Oasi WWF. Guide specializzate accompagnano le visite lungo percorsi speciali, sentieri natura, aree faunistiche, giardini tematici. La visita in un’Oasi regala la consapevolezza di quanto la natura sia bella e fragile; e sottolinea quanto sia importante proteggerla.

Proprio per diffondere meglio la cultura della protezione ed avvicinare la popolazione a questi luoghi di singolare bellezza, WWF anche quest’anno organizza “FESTA OASI WWF”. Un appuntamento che permetterà a tutti di visitare gratuitamente le oasi italiane e aiutarne la protezione e conservazione. Si possono trovare gli appuntamenti più vicini alla propria zona di residenza consultando questa pagina web.
Già nel 2011 grazie al progetto FESTA OASI, il WWF ha salvato due nuovi boschi italiani, quest’anno per l’edizione 2012 viene lanciata una una nuova sfida, proteggere tre preziose aree costiere e:

  • dare vita alla nuova Oasi WWF Scivu ad Arbus, in Sardegna;
  • dare nuova vita alla bellissima spiaggia che costeggia la Riserva naturale e Oasi WWF Le Cesine, nel Salento
  • riforestare e riqualificare le zone umide dell’Oasi WWF Golena di Panarella, in Veneto.

Senza le Oasi WWF il patrimonio naturale italiano sarebbe molto meno al sicuro, per questo WWF chiede supporto per difendere tre preziose aree costiere. Dal 29 aprile al 20 maggio è infatti possibile supportare la protezione delle Oasi e della biodiversità che accolgono attraverso diverse modalità.

Per maggiori informazioni visitate il sito della Festa Oasi WWF 2012.

[Fonte:WWF]

La Commissione Europea organizza una competizione energetica tra le scuole

U4energy è la prima competizione pan-europea sull’educazione energetica, organizzata dalla Commissione Europea, che permette di gareggiare con le scuole di tutta Europa e condividere i risultati al di là delle proprie frontiere nazionali.

I principali obiettivi di U4energy sono sensibilizzare i giovani all’importanza dell’efficienza energetica e dare riconoscimenti e visibilità agli sforzi di insegnanti e alunni che propongono progetti innovativi ponendosi come modelli da seguire.

Le scuole primarie e secondarie di tutta Europa (possono partecipare le scuole dei 27 Stati Membri dell’UE, più Croazia, Islanda, Liechtenstein e Norvegia) sono invitate a partecipare a questo entusiasmante concorso. Le scuole hanno la possibilità di vincere dei premi a fronte dei loro risultati nel risparmio energetico. Il primo turno della competizione U4energy è stato lanciato ufficialmente nel settembre 2010. La seconda fase è aperta: potete presentare le vostre candidature fino a fine maggio 2012.

La competizione è divisa in quattro categorie:
-    Migliori misure per l’efficienza energetica, rivolto alle scuole (insegnanti, studenti e autorità scolastiche) e autorità locali;
-    Migliori azioni didattiche sull’uso efficiente dell’energia, rivolto agli insegnanti;
-    Miglior campagna scolastica sull’efficienza energetica, rivolto a studenti guidati dagli insegnanti,
-    Categoria Premio Speciale: Migliore pratica oltre U4energy, rivolto a vincitori e coordinatori delle iniziative a finanziamento pubblico che promuovono l’efficienza energetica nelle scuole.
I partecipanti devono registrarsi per il concorso al sito web U4energy. I primi 1.500 riceveranno un kit per gli studenti contenente gli adesivi U4energy, le carte per i dibattiti, un poster di grandi dimensioni.

La premiazione avrà luogo a due livelli: a livello nazionale, gareggerete con colleghi locali, ed in seguito con i paesi vicini in una selezione regionale; a livello europeo, otterrete visibilità internazionale in una cerimonia di premiazione ad alto livello che si terrà a Bruxelles, nel cuore dell’Europa.

 La galleria dei contributi sarà caratterizzata da esempi imbattibili di pratiche eccellenti, e voi potete contribuirvi! L’iniziativa U4energy è seguita dal Commissario per l’Energia Günther Oettinger, che accoglierà personalmente i vincitori durante la cerimonia di premiazione europea a Bruxelles.
Scadenza: 31 Maggio 2012

Fuori le Stelle: la notte verde di Forlì

Il Comune di Forlì, la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e la Camera di Commercio di Forlì-Cesena in collaborazione con l’associazione Romagna Creative District, la società Romagna Innovazione, il GA/ER (Giovani Artisti dell’Emilia-Romagna) ed il gruppo di lavoro L’Arte di Innovare hanno organizzato “Fuori le stelle – La notte verde europea di Forlì”, iniziativa che si è svolta tra la notte del 5 e del 6 maggio. Continue reading

Excel di Londra ospita la 2° edizione dell’Ecovelocity

Dal 5 al 13 Maggio 2012 torna, per il secondo anno consecutivo all’ExCel di Londra, EcoVelocity, la kermesse motoristica a basse emissioni di carbonio. L’evento avrà lo scopo di presentare tutte le ultime novità di una fra le tecnologie più all’avanguardia e su cui il settore green sta puntando maggiormente negli ultimi periodi. Continue reading

#Salvaciclisti il 28 a Roma,per rendere le città “a misura di bicicletta”

Roma e Londra si uniscono per avere “città a misura di bicicletta”. Il conto alla rovescia è iniziato: la capitale italiana è pronta ad accogliere la manifestazione nazionale organizzata da #Salvaciclisti, in programma sabato 28 aprile alle ore 15 ai Fori Imperiali, in nome della sicurezza stradale per chi usa la bici in città. Un appuntamento che per la prima volta vedrà due grandi metropoli continentali mobilitarsi portando in contemporanea in piazza, un’iniziativa trasversale sostenuta, tra l’altro, anche da Legambiente, l’associazione ambientalista, che da anni ribadisce l’importanza di una mobilità più ecologica e slow, su due ruote, (senza motore), e l’adozione di misure per una maggiore sicurezza stradale.

“Quella dei salvaciclisti – spiega Alberto Fiorillo, responsabile nazionale Aree Urbane Legambiente - è una mobilitazione straordinaria, spontanea, trasversale, creativa e a tratti anche poetica. Purtroppo nelle nostre città muoiono ogni anno mille persone, tra ciclisti e pedoni, investite da veicoli a motore, un quarto del totale dei morti in incidenti stradali. La politica sta ora discutendo l’ipotesi dell’introduzione del reato di omicidio stradale. Provocatoriamente si potrebbe suggerire un ragionamento anche sul reato di complicità in omicidio stradale a carico di tutti quegli amministratori pubblici che sanno quali possono essere le mosse per abbassare del tutto la mortalità in incidenti eppure si guardano bene dal metterle in pratica”.
“Imporre il rispetto delle norme multando sistematicamente le violazioni del codice e abbassare i limiti nei centri urbani ovunque sia possibile – aggiunge Fiorillo – non sono interventi per tutelare i cosiddetti utenti deboli, ciclisti e pedoni, ma la precondizione per stimolare una mobilità più attenta alla sicurezza e alla qualità della vita”.

E non è un caso, infatti, che la manifestazione nazionale sia proprio ai Fori imperiali, un “palcoscenico archeologico” unico ma soffocato ogni giorno dal traffico e dove nell’ottobre del 2009 è morta Eva Bodhalova, la ciclista uccisa da un taxi mentre tornava a casa. L’area dei Fori è tagliata in due da un’arteria stradale sempre trafficata; i romani attendono da 32 anni il completamento del piano del sindaco Petroselli che nel 1980 prevedeva la completa chiusura al traffico della zona. #Salvaciclisti dimostrerà come i Fori possono essere liberi dal traffico, presentando, tra le richieste, la definitiva ciclopedonalizzazione dell’area.

[Fonte:Legambiente]

Uno studio analizza quanto sia pulita l’energia utilizzata dalle aziende IT

 Ormai da tempo Greenpeace si batte affinchè le aziende utilizzino energia proveniente da fonti pulite e oggi si domanda quale sia il prezzo da pagare per utilizzare la nuvola digitale che ci permette di scambiare informazioni via etere in quantità e con una rapidità sempre maggiore.

 Per rispondere a questa domanda Greenpeace ha condotto lo studio “How Clean is your Cloud?“, che analizza le scelte energetiche di 14 aziende IT e cerca di scoprire l’impatto del clima del “cloud computing”. Ancora oggi possibile che nomi importanti a livello mondiale quali Apple, Amazon e Microsoft continuino ad utilizzare il carbone e l’energia nucleare per alimentare i propri data center. Due fonti sporche e pericolose che minacciano il clima e la salute dell’uomo.

Nel rapporto si riporta la classifica valutata su oltre 80 data center alimentati dalle 14 compagnie IT. Le percentuali si riferiscono al Clean Energy Index elaborato da Greenpeace sulla base della domanda elettrica (in megawatt) degli impianti e della percentuale di energia rinnovabile utilizzata dagli stessi:

1. Yahoo! (56,4%);
2. Dell (56,3%);
3. Google (39,4%);
4. Facebook (36,4%);
5. Rackspace (23,6%);
6. Twitter (21,3%); 7. HP (19,4%);
8. Apple (15,3%);
9. Microsoft (13,9%);
10. Amazon Web Services (13,5%);
11. IBM (12,1%);
12. Oracle (7,1%);
13. Salesforce (4,0%).

Se il comparto del cloud computing non farà passi avanti verso politiche energetiche pulite e sostenibili, le conseguenze per il clima potrebbero essere catastrofiche. Alcuni data center, infatti, consumano quanto 250 mila case europee, mentre se la “nuvola digitale” fosse uno Stato, la sua domanda di energia elettrica sarebbe la quinta al mondo, dato che triplicherà entro il 2020.

Gli edifici che ospitano i data center sono talmente grandi da essere visibili dallo spazio. Ovviamente per alimentare le macchine che si trovano all’interno di queste strutture, il quantitativo di energia che deve essere utilizzato è davvero enorme.

Consapevoli dei rischi, alcune aziende hanno già preso una posizione decisa nei confronti dell’ambiente, scegliendo di utilizzare una percentuale di fonti rinnovabili per alimentare i propri giganti elettronici. Nomi come Google, Yahoo! e Facebook spiccano infatti nella classifica pubblicata da Greenpeace.

Ma, come sottolinea la ONLUS, bisogna fare molto di più ed  è giunto il momento che tutte le aziende compiano un passo verso politiche energetiche più trasparenti, condividendo soluzioni innovative per migliorare il settore, sviluppando i data center dove siano disponibili energie pulite e aprendo una collaborazione con governi e fornitori per la distribuzione di reti elettriche rinnovabili.

Leggi il rapporto “How Clean is your Cloud?“.

 [Fonte: Greenpeace]

Il Corso Euromediterraneo di Giornalismo Ambientale Laura Contigiunge alla XII edizione

Legambiente ed Editoriale La Nuova Ecologia promuovono la XII EDIZIONE del “Corso Euromediterraneo di Giornalismo Ambientale Laura Conti” che si terrà dal 5 novembre al 14 dicembre 2012 presso il Campus Universitario di Savona.

Il corso affronterà i principali temi legati alla qualità dell’ambiente che maggiormente preoccupano l’opinione pubblica, con lo scopo di accrescere la professionalità e la competenza di tutti gli attori della comunicazione ambientale, pubblici e privati.

L’iniziativa, unica in Italia, è realizzata in partenariato con l’INGV (Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia), e ha ricevuto i patrocini del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, del Comune di Savona, del Campus Universitario di Savona, dell’Enea, di Federparchi, del Parco Nazionale delle cinque terre e Pentapolis.

Il corso, a cadenza annuale, si rivolge principalmente a giornalisti professionisti e pubblicisti interessati ad approfondire le loro conoscenze in materia. Il percorso formativo, residenziale e a tempo pieno, è aperto anche a laureati o diplomati interessati alle conoscenze di base e alle tecniche dell’informazione ambientale. L’iniziativa prevede la partecipazione di 20 giovani, tra italiani e stranieri, che partecipano anche grazie alla disponibilità di borse di studio integrali e parziali.

L’iniziativa vanta un panel di docenti ricco di professionalità multidisciplinari. Tra gli altri Antonio Cianciullo (La Repubblica), Franco Foresta Martin (Corriere della Sera), Toni Mira (Avvenire), Marina Forti (Il Manifesto), Tiziana Ribichesu (Giornale Radio Rai), Luca Ramacci (magistrato presso il Tribunale di Tivoli), Alexey Sorokin (Direttore di Interenergy s.r.l.), Marco Preve (La Repubblica), Teresa Tacchella (TG3 Liguria), Marco Neirotti (La Stampa), Roberto D’Onofrio (Il Secolo XIX), Giuseppe Barbiero (Università della Valle D’Aosta).

Ogni studente lavora all’interno di un laboratorio redazionale e redige articoli finalizzati anche alla pubblicazione di uno speciale del mensile di Legambiente, La Nuova Ecologia. Viene realizzato durante il workshop: una fase di lavoro, individuale e di gruppo, in cui gli studenti realizzano servizi giornalistici sulle valenze naturali e sociali, le risorse, i problemi e le opportunità di sviluppo dell’area.

I partecipanti, una volta terminato il corso, possono completare la loro formazione grazie ad alcuni stage attivati presso testate giornalistiche nazionali e uffici stampa.

Maggiori informazioni e il bando disponibili a questo link http://www.corsolauraconti.it/

[Fonte:Legambiente]

La Giornata Mondiale della Terra 2012

Come ogni anno il 22 aprile si celebra la Giornata della Terra. Giunti ormai al 42° anniversario dell’evento si percepisce come le persone stiano diventando frustrate a causa del fallimento dei governi di prendere tutte le misure necessarie per proteggere e preservare l’ambiente. La Giornata della Terra 2012 è stata progettata per fornire alle persone l’opportunità di unire le loro voci e chiedere un futuro sostenibile e il raggiungimento di risultati quantificabili, usando veicoli come le petizioni, i “Billion Acts of Green”, campagne ed eventi.

Il 22 aprile più di un miliardo di persone in tutto il mondo hanno partecipato alla Giornata della Terra 2012 e hanno contribuito al movimento Mobilize the Earth. Persone di tutte le nazionalità e provenienza hanno espresso la loro preoccupazione per il pianeta e hanno chiesto la sua protezione. Il movimento ha voluto chiamare individui, organizzazioni e governi a fare la loro parte e ad unirsi per dar vita ad un futuro sostenibile.
Tra i molti eventi locali organizzati in ogni parte del mondo per la Giornata della Terra, quella dei Billion Acts of Green, “Un miliardo di azioni Verdi” é una delle iniziative che va ormai avanti da più anni e sottolinea l’importanza delle questioni ambientali in tutto il Pianeta
Un miliardo di azioni verdi è già la più grande campagna a servizio dell’ambiente nel mondo. Con oltre 800 milioni di azioni ambientali registrate sul sito dell’Earth Day Network, il sostegno globale alla base del movimento è stato straordinario. Ma il lavoro non è ancora finito, comunica Mobilize the Earth, la quale, per la Giornata della Terra 2012, ha mobilitato il pianeta semplicemente per far passare un messaggio: la Terra non aspetta e le questioni ambientali che sembra siano state messe nel cassetto dato che ci troviamo nel bel mezzo di una recessione globale, devono essere affrontate e risolte con piu’ urgenza.

L’obiettivo è quello di raggiungere un miliardo di azioni entro giugno 2012 quando si svolgera’ la Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile (Rio +20) di modo da usare questo risultato per fare pressione sui leader mondiali e spingerli a raggiungere un accordo globale in occasione della Conferenza Rio +20.